Volontariato ‘Mindful’ in Thailandia

Oggi riportiamo la testimonianza di Melissa, un’associata del Centro Libenter, che dopo aver intrapreso un percorso sulla consapevolezza di corpo e mente ha deciso di partire per la Thailandia per rafforzare quel muscolo dell’attenzione consapevole. Quello che l’ha portata dall’altra parte del mondo è stata la voglia di buttarsi in un’esperienza di volontariato un po’ diversa da ciò a cui si è abituati. E ora capirete il perché.

‘Passare due settimane in un centro di Mindfulness è stata senza dubbio una delle esperienze più belle e trasformazionali della mia vita. Ogni giorno ci svegliavamo con il gong delle sei e dovevamo prendere la prima decisione della giornata: meditare o fare yoga davanti ad un’alba spettacolare sulla natura thailandese?

Proprio io che non sono mai stata mattiniera. E così, tra un respiro e l’altro, mattina dopo mattina, mi sentivo pervasa da una sensazione di leggerezza e gratitudine. Quella gratitudine che ti arriva dal cuore e ti ricorda del perché sei vivo, hai presente? Proprio quella che puoi solo sentire nel momento in cui ti fermi, fai un respiro profondo e ti riconnetti a madre natura.

Dal primo giorno mi sono sentita viva, di nuovo, dopo tanto tempo passato ad evitare emozioni troppo forti e dolori troppo grandi. Come? Occupando tutto il mio tempo con attività, persone e mille cose belle, meravigliose, se non fosse che mi allontanavano dalla cosa più importante: me stessa. Quante volte pur di non ascoltare quello che ci passa dentro ci buttiamo in qualcosa al di fuori di noi?

Poi la vita mi ha portato a New Life, un centro di Mindfulness a Chiang Rai, a fare volontariato. Sentivo il bisogno di fare qualcosa per me. Senza aspettative. Senza volere nulla in cambio. Semplicemente creare il tempo per guarire, lo spazio per riconnettermi.

Mi sono ritrovata in uno spazio protetto, dove ognuno viveva le proprie battaglie, ma sempre con il sorriso stampato in faccia e il cuore aperto. Quando ti ritrovi cuore a cuore con persone pronte ad accoglierti così come sei ti accorgi di tante cose. E’ come uno specchio che ti restituisce l’immagine di te amplificata di dieci volte. Proprio quella da cui si scappa. Devi fare i conti con te stesso, non puoi nasconderti.

Così ogni giorno, dopo la colazione, mi sedevo sulla panchina di fronte alle distese di mango, dragon fruit e tantissime verdure deliziose, a scrivere sulla mia agenda, Lasciavo che la penna scorresse da sola, così da trasportare sulla carta tutto ciò che rimaneva intrappolato dentro. Poi alle 8.30, durante il morning meeting, terminava il ‘nobile silenzio’, una pratica meravigliosa per cui non si può parlare con nessuno. Ci si concentra solo sulla propria esperienza momento per momento. Senza interagire con gli altri, seppure insieme.

Giorni dopo giorno eravamo impegnati in delle attività lavorative. Quella che mi ha donato ed insegnato di più, con gran sorpresa, è stata l’agricoltura. Lavorare con la terra ti insegna il valore della semplicità, e il potere dell’umiltà. Ti mostra da dove vieni e ti regali frutti meravigliosi. Hai mai provato a mangiare un frutto appena raccolto?

La nostra vita scorre a mille, siamo intrappolati nelle nostre televisioni, computer, cellulari, tant’è che ci dimentichiamo di chi siamo, di cosa vogliamo e di ascoltare il nostro corpo. La mindfulness mi ha insegnato a fermarmi. Anche solo un istante. A respirare per davvero. Ad esserci, per me stessa e per gli altri. Solo così ci possiamo sentire davvero parte di qualcosa e la vita la si gusta attimo dopo attimo. Il cibo ha mille sapori, i colori sono più accesi e le conversazioni con chi abbiamo a fianco hanno più significato. Il tempo scorre più lentamente ed è più pieno di vita. Che poi se ci pensi tutto rimane uguale, ma quando qualcosa si muove dentro possiamo guardarci e guardare con nuovi occhi.’

Per chi fosse interessato a saperne di più su New Life Foundation, può cliccare qui

 

Articolo di Melissa Panero

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